CASIO G-SHOCK Fire Rescue: RANGEMAN GW-9400FBJ-4JR e GW-B5600FB-4JR Kobe City Fire Bureau, con Vigile del Fuoco e badge FDNY, Kobe City Fire Bureau, Emergency Fire Response Team

Ogni minuto conta: G-SHOCK, i Vigili del Fuoco e una storia diventata personale

OGNI MINUTO CONTA

G-SHOCK, Vigili del Fuoco e una storia diventata personale

Ci sono orologi costruiti per misurare il tempo.

E poi ci sono situazioni in cui sapere quanto ne è passato diventa parte del lavoro.

Un incendio.
Un edificio invaso dal fumo.
Una squadra che entra.

Qualcuno, fuori, registra l'ora.

Perché chi entra dovrà anche uscire.
E l'aria nelle bombole non è infinita.

In questo contesto, resistenza agli urti, impermeabilità, leggibilità al buio e cronometro smettono di essere dati di catalogo. Per un Vigile del Fuoco possono assumere un significato molto più concreto.

Forse è per questo che, molto prima delle collaborazioni con artisti, designer e marchi di streetwear, G-SHOCK aveva già incontrato il mondo dei pompieri.

La nostra storia comincia a New York.
E finisce, almeno per ora, molto più vicino a casa.


NEW YORK, 2003

Il G-SHOCK ha vent'anni.

Nato nel 1983 per sopravvivere agli urti che avrebbero distrutto un normale segnatempo, nel 2003 conta già decine di modelli.

Uno di questi è il GW-300FMJ-8JR.

Sul cinturino compare una sigla precisa: FDNY.
Fire Department City of New York, il corpo dei Vigili del Fuoco di New York.

Il GW-300FMJ appartiene alla generazione The G, che unisce alimentazione solare e sincronizzazione radio dell'ora.

L'orologio è argento; il cinturino utilizza un materiale descritto nelle fonti giapponesi dell'epoca come resistente al fuoco e porta il simbolo FDNY.

Poi si preme il pulsante della luce.
Sul display compare un dalmata.

Per oltre un secolo questi cani sono stati legati all'immaginario dei pompieri americani. Prima dei camion, correvano accanto ai carri antincendio trainati da cavalli, aiutando a liberare la strada e rimanendo con gli animali durante gli interventi.

I cavalli scompaiono.
I camion prendono il loro posto.
Il dalmata rimane.

E nel 2003 finisce dentro la retroilluminazione di un G-SHOCK.

Il risultato è un orologio che porta nel design alcuni dei simboli più riconoscibili dell'immaginario dei firefighter americani.

Eppure il capitolo più interessante deve ancora cominciare.
Per trovarlo dobbiamo attraversare il Pacifico.


KOBE — 17 GENNAIO 1995

Alle 5:46 del mattino un terremoto colpisce la regione di Hanshin, in Giappone.

Kobe è tra le città più devastate: crollano edifici, scoppiano incendi, le infrastrutture vengono distrutte e migliaia di persone perdono la vita.

La catastrofe cambia il sistema giapponese di risposta alle emergenze. Quando un disastro supera la capacità di una singola città, i soccorritori devono poter arrivare rapidamente da altre parti del Paese.

Da quella tragedia nascerà anche un nuovo sistema nazionale di cooperazione tra corpi dei Vigili del Fuoco.

Vent'anni dopo, proprio a Kobe comincia un'altra storia.
E questa volta dentro c'è un G-SHOCK.


2015 — IL RANGEMAN DEI SOCCORRITORI

Il modello è il GW-9400FBJ-4JR.

La base scelta da Casio è un RANGEMAN della famiglia Master of G, progettata per condizioni difficili.

Le dotazioni comprendono:

  • Triple Sensor
  • bussola
  • altimetro e barometro
  • termometro
  • Tough Solar
  • sincronizzazione radio Multiband 6
  • impermeabilità 20 bar
  • grandi pulsanti utilizzabili anche con i guanti

Questa volta, però, Casio non si limita a scegliere colori ispirati ai Vigili del Fuoco. Il progetto viene sviluppato con la supervisione del Kobe City Fire Bureau.

Per capirne il senso bisogna ascoltare chi quel lavoro lo fa davvero.


QUANTO TEMPO È PASSATO?

Durante la presentazione del progetto, alcuni soccorritori di Kobe spiegano a una rivista giapponese come viene utilizzato il tempo durante un intervento.

Prima che una squadra entri in un edificio viene registrato l'orario. Chi coordina l'operazione deve sapere da quanto tempo gli uomini sono dentro.

Uno dei limiti è l'aria: l'autorespiratore contiene una quantità finita di aria compressa, consumata più rapidamente sotto sforzo.

Il tempo deve quindi essere controllato.

In emergenza anche leggere un orologio cambia. Un comandante di Kobe spiegò perché alcuni soccorritori preferissero il digitale: le lancette devono essere interpretate, mentre ore e minuti sono immediatamente visibili.

Lo stesso vale per la luce. In un ambiente pieno di fumo, la retroilluminazione può diventare essenziale. E i pulsanti grandi, con guanti pesanti, sono più facili da usare.

È qui che si capisce l'incontro tra G-SHOCK e mondo del soccorso.

Non perché i pompieri abbiano bisogno di un orologio "da duri", ma perché certe caratteristiche hanno senso nel loro ambiente di lavoro.


UN OROLOGIO COSTRUITO COME UNA DIVISA

Anche l'estetica del GW-9400FBJ racconta quel mondo.

Arancione e blu navy riprendono le uniformi delle squadre di soccorso di Kobe. Sul cinturino compaiono elementi ispirati alle corde utilizzate nelle operazioni, mentre sul fondello viene inciso l'emblema del Kobe City Fire Bureau.

Persino la confezione richiama un casco da soccorritore.

Non è più soltanto un G-SHOCK con un logo: l'orologio comincia ad assomigliare all'equipaggiamento delle persone per cui è stato pensato.

Tre anni dopo Casio e i Vigili del Fuoco di Kobe decidono di farlo di nuovo.


2018 — IL NODO

La squadra di soccorso del Kobe City Fire Bureau compie cinquant'anni.

Casio cambia modello e torna alla forma più riconoscibile della collezione: lo Square.

Nasce il GW-B5600FB-4JR.

Arancione e navy riprendono le uniformi. L'interno del cinturino è giallo, come le bande riflettenti dell'abbigliamento protettivo. Sul cinturino tornano le corde, mentre l'emblema dei Vigili del Fuoco compare sul fondello e sul passante.

Poi si accende la luce.
Compaiono un moschettone e un nodo.

È una gassa d'amante, il bowline knot, utilizzata anche nelle operazioni di soccorso perché permette di creare un'asola stabile.

Persino la scatola continua il racconto: rossa come un mezzo antincendio all'esterno, bianca come un casco all'interno.

A questo punto il rapporto tra G-SHOCK e Kobe non sembra più una collaborazione commerciale occasionale.

Ed infatti non lo è.


2020 — QUANDO UNA CITTÀ NON BASTA

Cinque anni dopo il primo RANGEMAN, Casio torna sul GW-9400.

Ma la scala cambia.

Non c'è più soltanto Kobe: c'è anche Sendai. Dietro le due città c'è la rete giapponese di squadre di emergenza dei Vigili del Fuoco, creata per intervenire quando una catastrofe supera i confini e le capacità di una singola amministrazione.

Il sistema nasce come risposta al terremoto del 1995 e nel 2020 compie venticinque anni.

Casio realizza il GW-9400NFST.
Ancora un RANGEMAN.

Il nero richiama l'equipaggiamento protettivo utilizzato a Sendai, il rosso i mezzi antincendio e il giallo i materiali riflettenti. Sul cinturino tornano le corde.

Ma il significato dell'orologio è cambiato.

Non rappresenta più soltanto un corpo, bensì soccorritori provenienti da città diverse che devono riuscire a lavorare come una sola squadra.

Nella presentazione del progetto ricorre un concetto semplice: prepararsi alle emergenze dando valore a ogni minuto e ogni secondo.

Ed eccoci tornati al punto di partenza.
Al tempo.


OGNI MINUTO CONTA

Ho raccontato molti G-SHOCK e probabilmente ne racconterò altri.

Quando si parla di questi orologi tornano parole come resistenza, urti, acqua, fango, freddo, calore, buio e condizioni estreme.

Per chi ama gli orologi sono specifiche, numeri, tecnologia.

Questa volta, però, durante la ricerca continuavo a pensare a una cosa.

Mio figlio Emanuele ha 21 anni e ha appena iniziato il suo percorso nei Vigili del Fuoco.

È all'inizio: studia, si addestra, impara un mestiere che io conosco soltanto da fuori.

Forse per questo, da qualche tempo, quando vedo passare un mezzo dei Vigili del Fuoco o una di quelle uniformi, le guardo diversamente.

È inevitabile.
Sono suo padre.

Così questa storia, iniziata cercando un vecchio G-SHOCK, ha smesso di essere soltanto una storia di orologi.

Ho capito meglio perché un display leggibile al buio possa essere importante, perché un pulsante utilizzabile con i guanti abbia senso e perché qualcuno debba guardare l'ora prima che una squadra entri, continuando a farlo mentre è dentro.

Non so se un giorno Emanuele porterà un G-SHOCK durante il suo lavoro.

E in fondo non è questo il punto.

Per anni ho letto "resistente agli urti, all'acqua e alle condizioni estreme" pensando a ciò che un G-SHOCK fosse capace di sopportare.

Adesso penso anche alle persone per cui quelle condizioni non sono una prova di laboratorio, ma il luogo in cui qualcuno potrebbe aver bisogno di loro.

E così anche la filosofia che ha dato origine a G-SHOCK assume un significato diverso.

Un orologio nasce per non rompersi.
Un soccorritore si prepara perché, quando arriverà il momento, possa essere lì.

E in quel momento,
ogni minuto conta.


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